AMBIENTE

John Fritzgerald Kennedy amava ricordare che la parola crisi, scritta in cinese, è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l'altro rappresenta l'opportunità. La crisi climatica rappresenta una minaccia reale e urgente per la nostra salute e il nostro futuro, ma può essere trasformata in una importante opportunità per cambiare stili di vita, promuovere benessere e contemporaneamente creare nuovi posti di lavoro.

Investire in energia pulita, proteggere gli ecosistemi, tutelare e garantire la qualità della nostra aria, acqua e terra non sono una moda del momento, ma la più importante sfida cui siamo chiamati come cittadini del XXI secolo.
Per vincere questa sfida c’è bisogno di potenziare l’utilizzo di energie rinnovabili e di carburanti alternativi, proteggere la biodiversità, stimolare una mobilità sostenibile, ottimizzare l’efficienza energetica.
Avendo come bussola  il Green Deal e l’Agenda 2030 dobbiamo ambire come Mezzogiorno a  diventare modello per una un’economia sostenibile e circolare in cui il cibo viene coltivato localmente e in un modo che rigenera le risorse naturali, i rifiuti vengono eliminati attraverso una migliore selezione e la produzione di sottoprodotti, gli alimenti sani vengono prodotti senza necessità di pesticidi o concimi. L'economia circolare è la soluzione logica per un mondo dalle risorse limitate, un luogo dove quasi nulla è sprecato e dove la sostenibilità deve essere integrata nel tessuto della società. In questo scenario un posto privilegiato deve essere occupato dall’agricoltura e dall’intera filiera agroalimentare.
E’ necessario ribadire che gli agricoltori sono la prima fondamentale garanzia per un vero Green Deal: due terzi del territorio Italiano è rappresentato da aree interne e rurali, un quarto della popolazione italiana vi risiede. Il 20 per cento a livello Europeo. La sicurezza alimentare, la qualità e la tracciabilità del cibo, il presidio di territori a rischio idrogeologico sono garantiti dagli agricoltori e dalle loro imprese. Sostenere le nostre imprese agricole, come  vere protagoniste della transizione ecologica, significherà tutelare un territorio anche frenandone lo spopolamento. Ma accanto a questo dobbiamo allargare lo sguardo puntando sulla cooperazione e il partenariato internazionale per lo sviluppo e la condivisione delle migliori pratiche di pianificazione economica e programmazione territoriale per valorizzare e tutelare lo straordinario patrimonio naturalistico delle nostre aree montane e costiere e del tessuto produttivo ad esse collegate.

Da assessore all’ambiente, all’energia e all’agricoltura della Regione Molise mi sono dedicato alla redazione di Piani rifiuti, nitrati, energetico, tutela delle acque, qualità dell'aria, gestione delle alluvioni, legge forestale, attesi da almeno un decennio nel mio territorio, avendo a cuore la salute dei cittadini e la qualità dell'ambiente. In quegli anni di assessorato ho maturato la convinzione che tutelare un territorio significa vocarlo per ciò che di naturalistico possiede e custodisce.

 

 

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