SOCIALE

Le nostre economie e società democratiche non saranno sostenibili se non si ridurranno le profonde disuguaglianze di oggi. Le disuguaglianze, non solo tra paesi ma soprattutto al loro interno, sono aumentate significativamente negli ultimi dieci anni e stanno danneggiano la nostra società sotto molti aspetti, non ultimo in termini di crescita economica.

Lottare per l'equità sociale non è solo moralmente giusto, ma anche la chiave per uno sviluppo sostenibile. Sappiamo che le società giuste ed eque sono meglio preparate ad affrontare la globalizzazione, la digitalizzazione e le crisi socio-economiche. Molti bambini crescono in condizioni di povertà e le donne hanno molto meno probabilità di avere un lavoro rispetto agli uomini. Questo è intollerabile. La disoccupazione femminile è uno spreco di competenze e potenziale; la povertà infantile deruba molti giovani del loro futuro.
Dobbiamo essere dalla parte delle giovani coppie per aiutarle a superare gli ostacoli di esclusione sociale, per alleggerirle dalle preoccupazioni e senso di colpa nel non poter garantire uno sviluppo equo e giusto per i propri figli. La mobilità sociale deve essere potenziata attraverso misure che abbiano come fulcro un'assistenza all'infanzia e un'istruzione di qualità per tutti.  Accanto a questo dobbiamo garantire il diritto di accedere tempestivamente a un’assistenza sanitaria preventiva e terapeutica di buona qualità e a costi accessibili. Istruzione e sanità pubblica sono il principale antidoto per la lotta alle diseguaglianze.

I vecchi sistemi di protezione sociale erano pensati per persone coinvolte in un tessuto sociale fitto di relazioni.  Oggi a molte persone manca proprio quella rete di relazioni intense. Da qui bisogna partire per riprogettare un nuovo welfare sostenibile. Penso ad esempio all’housing sociale e a come potrebbe garantire progetti di vita volti all’autonomia in persone più fragili socialmente: facilitare da un lato la socializzazione tra le persone attraverso la progettazione partecipata e la condivisione di spazi, dall’altro favorire l’acquisto solidale e la localizzazione di diversi servizi, che consentono un buon risparmio energetico e diminuiscono l’impatto ambientale. 

Una società sostenibile ha bisogno di cittadini attivi, non di consumatori passivi. Diventa fondamentale approdare ad un nuovo modo di concepire l'attività economica, in particolare la crescita, rispetto al benessere. Il benessere delle persone è un concetto multidimensionale che dipende non solo dalle risorse economiche disponibili e che non può essere misurato solo da indicatori quantitativi come il PIL, ma da tutte le componenti della vita umana: la salute e la possibilità di curarsi, la qualità delle abitazioni, l’accesso e la qualità della scuola, lo stato dell’ambiente, la dignità con cui camminiamo per strada e ci relazioniamo agli altri, la partecipazione autonoma al processo produttivo, l’accesso alle conoscenze e alle innovazioni tecnologiche. Perseguire benessere significa garantire alle persone di partecipare più facilmente al dibattito pubblico in cui si possano mettere in circolo competenze, aspettative e desideri dei cittadini relativamente alla definizione delle politiche che riguardano il proprio futuro.

Rimettere i cittadini al centro delle scelte, significa stimolarli in azioni collettive, vuol dire costruire una democrazia che invita alla partecipazione.  
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